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Documento per la Politica del Paesaggio in Calabria

Approvato dalla Giunta Regionale il

Documento per la Politica del Paesaggio in Calabria

 

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Con delibera n° 501 del 30 Dicembre 2013 è stato approvato dalla Giunta Regionale il Documento per la Politica del Paesaggio in Calabria, in attuazione della legge Regionale nr. 19/2002 e s.m.i. “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio” – Legge Urbanistica della Calabria che all’art. 8bis, comma 4, recita: “In attuazione della Carta Calabrese del paesaggio, l'Assessorato regionale all'urbanistica e governo del territorio elabora il Documento relativo alla "Politica del Paesaggio per la Calabria". Il suddetto documento finalizzato a definire i principi generali, le strategie e gli orientamenti che consentano l'adozione, da parte degli enti competenti, di misure specifiche finalizzate a salvaguardare, gestire e/o progettare il paesaggio in tutto il territorio regionale, dovrà essere elaborato in sintonia con le "Linee Guida della Pianificazione Regionale" e costituirà parte integrante del Quadro Territoriale Regionale.”

Il Documento per la Politica del Paesaggio in Calabria, parte integrante del QTRP, ha il compito di definire un quadro di riferimento per le “politiche del paesaggio” applicabili a tutto il territorio, da parte di tutti gli enti competenti, secondo gli orientamenti e le indicazioni della Convenzione Europea del Paesaggio (Legge 9 gennaio 2006, n.14), del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s. m. e i.), e della Legge Urbanistica Regionale n.19/2002 e s. m. e i. e dei più recenti strumenti nazionali ed internazionali in materia di sviluppo sostenibile.

In termini specifici, il Documento propone:

- un orientamento prevalentemente strategico-gestionale (“meno vincoli, più progetti”), in grado, di far dialogare i “sistemi territoriali” con “ i sistemi paesaggistici”; le reti funzionali con le reti ecologiche, culturali e paesistiche, nella prospettiva di avviare una stagione di raccordo operativo a livello gestionale, in cui tutela e valorizzazione possano trovare riscontro in una buona progettualità, a tutti i livelli;

- di rispondere ad un criterio di partecipazione delle comunità locali, che non può essere semplicemente osservato nel metodo, attraverso la procedura di discussione e di approvazione del documento strategico, ma che deve trovare sostanza in raccordi operativi, sufficientemente flessibili da facilitare la realizzazione di progetti sostenibili (progetti pilota o sperimentali, programmi d’area, piani d’ambito), attuabili nell’ambito di un sistema di valutazione condiviso e con una ponderata valutazione dei costi e dei benefici degli interventi;

- di utilizzare al meglio il patrimonio conoscitivo disponibile (SIT/SITO), sia in termini di produzione scientifica già pubblicata, sia in termini di conoscenze pregresse degli Uffici e delle strutture preposte, al fine di proporre parametri valutativi e indirizzi applicativi, in grado di essere utilizzati con un metodo “work in progress” in una prospettiva evolutiva e sperimentale, da monitorare;

In sintesi il Documento definisce:

-  il quadro delle politiche del paesaggio e delle direttive in materia ambientale e quelle più generali per lo sviluppo sostenibile stabilite a livello Europeo, Nazionale e Regionale;

-  il ruolo della pianificazione “ordinaria” nelle politiche del Paesaggio, evidenziando le principali implicazioni che tale ruolo comporta nella redazione stessa degli strumenti suggerendo proposte: per l’interpretazione strutturale del paesaggio; per la predisposizione del ruolo e dei contenuti degli “ambiti Paesaggistici” e dei relativi obiettivi di qualità, richiesti dal Codice dei Beni Culturali; per l’articolazione delle regole di interesse paesaggistico e specificando i contenuti del progetto strategico della Rete Polivalente individuata dal Piano.

-   proposte di “temi” e “opere”, sulle quali, per problematicità o “diffusione”, occorre concentrare le azioni dirette ad incentivare la qualità architettonica, urbanistica e paesistico-ambientale, attraverso strumenti specifici.

-  il riconoscimento dei diversi soggetti che sono responsabili, ai diversi livelli istituzionali, e i soggetti della società civile che possono essere coinvolti, e le misure che devono essere intraprese per il loro coinvolgimento i principi generali, in cui i diversi soggetti potranno riconoscersi, e suggerisce alcune azioni possibili da sviluppare nelle misure previste dalla CEP.

-  il ruolo del sistema conoscitivo nelle valutazioni e nei processi decisionali di Area Vasta, con riferimento alle diverse procedure (VAS, VINCA); verifica le analisi svolte rispetto ad un Quadro di Riferimento paesistico (QRP) ideale, per completezza ed efficacia nella gestione del paesaggio.

-  il programma di monitoraggio con particolare riferimento alla scelta degli indicatori da utilizzare per la verifica del raggiungimento degli Obiettivi di Qualità paesistica, al fine di verificare nel tempo il grado prestazionale delle politiche paesaggistiche e delle trasformazioni eventualmente avvenute; e le modalità di coinvolgimento dei soggetti deputati al controllo e le modalità di svolgimento del monitoraggio.

Il campo di applicazione del Documento riguarda l’intera regione, e propone delle metodologie e degli indirizzi, che potranno avere applicazioni a scala diverse, non necessariamente alla sola scala regionale, considerando le operazioni di raccordo necessarie.

I contenuti del Documento hanno quindi un carattere prevalentemente metodologico ma anche di indirizzo, ancorato alla realtà Calabrese, con la proposizione di azioni operative, flessibili, per poter essere utilizzate nelle fasi di redazione dei diversi strumenti, nelle loro componenti analitiche, strategiche, progettuali e/o partecipative, finalizzati a definire i principi generali, le strategie e gli orientamenti, che consentano di adottare specifiche misure per la salvaguardia, la gestione e la progettazione e valorizzazione del Paesaggio in tutto il territorio regionale, da parte dei diversi enti competenti.

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