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Piano per le Cittą

Piano per le Cittą

Il Piano Nazionale per le Città è uno strumento operativo dedicato alla riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate. Il decreto delle Infrastrutture (DL 83/2012) che istituisce la cabina di regia per l'attuazione del piano, ne stabilisce composizione e funzionamento, nonché le modalità di presentazione, da parte dei Comuni, dei progetti da finanziare.  La Cabina di  regia  del  piano si compone  di:  due  rappresentanti  del Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  cui  uno  con funzioni di presidente, di due rappresentanti della Conferenza  delle Regioni e delle province autonome, di un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero dell'istruzione,  dell'università e della ricerca, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio  e del mare, del Ministero per i beni  e  le  attività  culturali,  del Ministero  dell'interno,  dei  Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per lo sviluppo e la coesione  economica,  per la cooperazione internazionale e l'integrazione  e  per  la  coesione territoriale,  dell'Agenzia  del  demanio,  della  Cassa  depositi  e prestiti, dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e, in veste  di osservatori,  di  un  rappresentante  del  Fondo   Investimenti   per l'Abitare (FIA) di CDP Investimenti SGR e di  un  rappresentante  dei Fondi di  investimento  istituiti  dalla  società  di  gestione  del risparmio del Ministero dell'economia e delle finanze,  costituita  ai sensi dell'articolo 33  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111.

Il Piano nazionale per le città, rivolto alla riqualificazione delle aree urbane degradate, è predisposto sulla base delle proposte inviate dai Comuni che sono coerenti con gli obiettivi e le finalità del Piano Città.

A questo fine le proposte candidabili:

1. devono applicarsi ad ambiti urbani che hanno bisogno di interventi di riqualificazione e rigenerazione. Gli interventi, anche puntuali, devono però avere consistenza tale da conseguire la valorizzazione integrale degli ambiti urbani interessati;

2. devono concorrere prioritariamente a uno dei seguenti ambiti operativi del Piano: riduzione di fenomeni di tensione abitativa, di marginalizzazione e degrado sociale; miglioramento della dotazione infrastrutturale anche con riferimento al miglioramento dell’efficienza dei sistemi di trasporto urbano; l’incremento della dotazione di attrezzature pubbliche;

 

3. devono prevedere, con riferimento all’ambito operativo prioritario individuato, un insieme coordinato di interventi e l’integrazione dei differenti aspetti: edilizio/urbanistico, di finanziamento e del coinvolgimento dei soggetti finanziatori e delle altre parti coinvolte, di valorizzazione economica e sociale;

4. devono realizzare una quanto più diretta e immediata attivazione di risorse economiche e finanziarie attraverso la cantierabilità degli interventi proposti, la messa a valore di patrimonio immobiliare pubblico o nella disponibilità del soggetto pubblico, il coinvolgimento di operatori privati attraverso il ricorso a incentivi di tipo urbanistico, integrando e modulando quelli previsti per la ristrutturazione edilizia, il risparmio energetico, i tributi locali, ecc… .

Ai fini della predisposizione del piano,  i Comuni  inviano  alla  Cabina  di  regia  proposte  di  Contratti  di valorizzazione  urbana  costituite  da  un  insieme   coordinato   di interventi con riferimento ad aree urbane degradate, indicando:   a) la descrizione, le caratteristiche e l'ambito urbano oggetto  di trasformazione e valorizzazione;   b) gli investimenti ed i finanziamenti necessari, sia pubblici  che privati,  comprensivi  dell'eventuale  cofinanziamento   del   comune proponente;  c) i soggetti interessati; d) le eventuali premialità;  e) il programma temporale degli interventi da attivare; f) la fattibilità tecnico-amministrativa.

 La Cabina di regia seleziona le proposte sulla base dei seguenti criteri:

  a) immediata cantierabilità degli interventi;

  b)  capacità  e  modalità di  coinvolgimento   di   soggetti   e finanziamenti pubblici e privati  e  di  attivazione  di  un  effetto moltiplicatore  del  finanziamento  pubblico  nei   confronti   degli investimenti privati;

  c)   riduzione   di   fenomeni   di    tensione    abitativa,    di marginalizzazione e degrado sociale;

  d) miglioramento  della  dotazione  infrastrutturale   anche   con riferimento all'efficientamento dei sistemi del trasporto urbano;

  e) miglioramento della qualità urbana,  del  tessuto  sociale  ed ambientale.

 La Cabina di regia, sulla base degli  apporti  e  delle  risorse messe a disposizione dai vari organismi che la compongono,  definisce gli investimenti attivabili nell'ambito urbano selezionato; la stessa propone  al  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti   la destinazione delle risorse del Fondo alle finalità del Contratto di valorizzazione urbana. La Cabina di regia  promuove, di intesa con il Comune interessato, la sottoscrizione del  Contratto di  valorizzazione  urbana  che  regolamenta  gli  impegni  dei  vari soggetti  pubblici  e  privati,  prevedendo  anche  la   revoca   dei finanziamenti  in  caso  di  inerzia  realizzativa.   L'insieme   dei Contratti di valorizzazione urbana costituisce il Piano nazionale per le città. 

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